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martedì 2 luglio 2013

Pappardelle al ragù e zafferano



Ingredienti  (per 4 persone):

- 300 g di pappardelle
- 150 g di carne macinata di vitello
- 150 g di carne macinata di maiale
- 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
- 1 bicchiere di vino bianco
- 3 cucchiai di olio
- 1 bustina di zafferano
- 1 porro
- sale
- pepe

Preparazione:
Mondare e tagliare a fettine sottili il porro, porlo in una casseruola e farlo appassire nell'olio.
Unire la carne, versare il vino bianco e far evaporare.
Aggiungere il concentrato di pomodoro, aggiustandolo di sale e pepe, coprire il tutto e far cuocere a fuoco basso per circa 30 minuti.
Unire lo zafferano, mescolare e cuocere per altri 10 minuti.
Nel frattempo cuocere le pappardelle in abbondante acqua salata. Scolare la pasta al dente tenendo da parte un mestolino dell'acqua di cottura.
Saltare rapidamente in padella le pappardelle con il ragù preparato. Bagnare con l'acqua di cottura, dare un'ultima rigirata e servire.

La ricetta, da me leggermente modificata rispetto all'originale, è stata tratta da un grazioso libretto, donatomi dalla nonna Enrica, intitolato Zafferano: giallo il colore della felicità e sponsorizzato dallo storico marchio Tre Cuochi.

venerdì 3 maggio 2013

Sedani al sugo di mare

 
Ingredienti (per 4 persone):
 
- 300 g di sedani
- 1,5 kg di vongole già spurgate
- 50 g di scalogno
- rosmarino
- salvia
- olio extravergine d'oliva
- sale
- pepe
 
 
Preparazione:
 
Mettere le vongole in un tegame con 2 cucchiai d'olio. Coprire e far aprire le vongole a fuoco vivo, scuotendo ogni tanto il tegame.
Staccare i molluschi dalle valve, mettendo da parte alcune vongole intere. Eliminare i gusci rimasti chiusi e filtrare il liquido di cottura.
Mentre cuoce la pasta, tritare lo scalogno, 3 foglie di salvia, gli aghi di un rametto di rosmarino e far rosolare il tutto in padella con 2 cucchiai d'olio per ca. 1 minuto.
Unire le vongole con il loro liquido di cottura.
Cuocere a fuoco vivo per alcuni minuti, prestando attenzione a non far asciugare troppo il condimento.
Scolare la pasta al dente, versarla nella padella e saltarla fino a completa cottura.
Pepare e servire, ma non prima di aver decorato il piatto con le vongole intere tenute da parte in precedenza.

martedì 26 marzo 2013

Vellutata di carote e cannella


 
Ingredienti (per 4 persone):
 
- 500 g di carote
- 200 g di patate
- 3 porri piccoli
- 3 foglie di alloro
- 1 rametto di timo
- 1 cucchiaino di cannella in polvere
- 2 cucchiaini di zucchero di canna
- olio extravergine d'oliva
- sale
- pepe
 
Preparazione:
 
Mettere a bollire in una pentola capiente un litro d'acqua.
Lavare le carote e le patate, pelarle e tagliarle a pezzetti.
Pulire e tagliare due porri.
Preparare l'alloro e il timo in un mazzetto legato con spago da cucina.
Quando l'acqua bolle, mettere tutte le verdure e il mazzetto di erbe nell'acqua e salare.
Nel frattempo tritare finemente il porro rimasto, porlo in una padella antiaderente con un filo d'olio e farlo saltare per un istante.
Aggiungere un cucchiaino di zucchero e a fuoco basso farlo cuocere fino a caramellare.
Quando le verdure sono quasi cotte, scolarle, eliminare il mazzetto di erbe, aggiungere un filo d'olio e passare al mixer fino a raggiungere la consistenza cremosa tipica della vellutata.
Aggiustare di sale, aggiungere pepe e mescolare bene.
Versare la vellutata nei piatti di portata, spolverare con la cannella e guarnire con il porro caramellato.
Servire caldo.
 
Ho trovato questa fantastica ricetta nel n. 73 (febbraio 2013) dell'iMagazine di LifeGate, primo network media e advisor italiano per lo sviluppo sostenibile:
 
 


giovedì 28 febbraio 2013

Tagliatelle al profumo di mare


La preparazione della pasta fatta in casa richiede tempo e pazienza, ma dà grandi soddisfazioni.

Ingredienti per le tagliatelle (per 4 persone):

- 300 g di farina
- 3 uova
- sale

Preparazione:

Disporre a fontana la farina setacciata ponendo al centro le tre uova e un pizzico di sale.
Utilizzando la forchetta, oppure la punta delle dita, amalgamare le uova tra loro, incorporandovi a poco a poco la farina, a partire da quella collocata all'interno della fontana.
Lavorare il composto con le mani per 15-20 minuti, tirandolo, riavvolgendolo e schiacciandolo con i pugni, fino a ottenere una massa liscia ed elastica.
Dare all'impasto la forma di una palla e avvolgerlo nella pellicola. Lasciar riposare per 30 minuti.
Trascorsi 30 minuti, dividere la pasta in panetti e tirarla in sfoglie di ca. 1 mm di spessore (la sfoglia può essere tirata a mano, con il matterello, o con l'apposita macchinetta chiamata tirasfoglia: io ho scelto la seconda opzione, perché la prima richiede l'impiego di una forza notevole).
Disporre la sfoglia sulla spianatoia, cospargerne la superficie con poca farina e arrotolarla, cercando di non schiacciare troppo la pasta.
Tagliare il rotolo ottenuto a strisce di 8 mm utilizzando un coltello dalla lama affilata e liscia.
Allargare la pasta su un canovaccio infarinato e lasciarla asciugare prima della cottura.
Far lessare le tagliatelle in abbondante acqua salata e scolarle al dente.

Ingredienti per il sugo:

- 1 kg di vongole già spurgate
- 8 code di gambero
- 200 g di calamaretti
- 1 dl di olio extravergine d'oliva
- 1 dl di vino bianco secco
- la punta di 1 peperoncino
- 2 spicchi d'aglio
- 1 mazzetto di prezzemolo tritato
- sale
- pepe

Preparazione:

Pulire le code di gambero, lavarle e tagliarle a pezzetti.
Pulire i calamaretti, privandoli della pellicina esterna e delle interiora, lavarli, sgocciolarli e tagliarli ad anelli.
Porre le vongole in una padella con 1 spicchio d'aglio sbucciato e la punta di un peperoncino; irrorarle con il vino e 1 cucchiaio d'olio. Coprire la padella con un coperchio e far aprire le vongole a fuoco vivo. Toglierle dal fuoco; staccare i molluschi dai gusci e porli in una ciotola. Eliminare le vongole rimaste chiuse; filtrare il liquido di cottura e tenerlo da parte.
In una padella scaldare l'olio con lo spicchio d'aglio rimasto, unirvi i calamaretti e farli rosolare per 2 minuti; aggiungere le code di gambero e farle rosolare per altri 2 minuti, mescolando. Unire le vongole, il liquido di cottura messo da parte precedentemente e continuare la cottura per 1 minuto. Aggiustare di sale e di pepe.
Condire le tagliatelle, cotte al dente, con il sugo di pesce, cospargerle di prezzemolo e servirle.


sabato 9 febbraio 2013

Gnocchi al ragù di vitello



L'esecuzione di questa ricetta richiede un po' di pazienza, ma pazienza pienamente ricompensata dal risultato finale. 

Ingredienti per il ragù di vitello (per 4 persone):

- 1/2 cipolla
- 1 spicchio d'aglio
- 2 foglie di salvia
- 3 foglie di prezzemolo
- 1 carota piccola
- 1 rametto di rosmarino
- 1 gambo di sedano
- maggiorana
- 75 g di vitello tritato
- 100 g di manzo tritato
- 1 dado
- 1 dl di vino bianco
- 1 scatola di pelati da 400 g
- sale
- pepe
- olio
- 1 cucchiaino di zucchero

Preparazione del ragù:

Tritare sedano, carota e cipolla. Farli rosolare nell'olio senza colorire.
Aggiungere lo spicchio d'aglio e la carne e far rosolare il tutto a fiamma alta.
Sfumare con il vino bianco e far evaporare.
Aggiungere le erbe e cuocere per circa 5 minuti.
Aggiungere i pelati passati, sale, pepe e un cucchiaino di zucchero.
Cuocere a fiamma bassa per circa 2 ore, aggiungendo del brodo, preparato a parte, per mantenere morbido il sugo.

Ingredienti per gli gnocchi di patate (per 4 persone):

- 1 kg di patate bianche
- 250 g di farina tipo 00
- 3 cucchiai di semolino
- 1 uovo
- sale

Preparazione degli gnocchi:

Sbucciare le patate, lavarle e farle lessare a vapore.
A fine cottura schiacciarle a caldo con lo schiacciapatate. Compattare sulla spianatoia il purè ottenuto e lasciarlo intiepidire.
Allargare il purè e unirvi l'uovo, tre quarti circa della farina setacciata in precedenza e un pizzico di sale. Impastare bene, ma rapidamente, aggiungendo la quantità di farina necessaria per ottenere un impasto della giusta consistenza.
Dar forma a un grosso salame da dividere a pezzi. Realizzare dei bastoncini e tagliare gli gnocchi della grandezza desiderata. Rigarli con l'apposita assicella rigata o con i rebbi della forchetta, lasciandoli cadere su di un canovaccio o su di un foglio di carta da forno cosparsi di semolino. Porre attenzione a non sovrapporli troppo.
Lessare gli gnocchi in abbondante acqua salata in piena ebollizione.
Dopo il primo bollore scolarli con il mestolo bucato, adagiarli nel piatto da portata a strati alternandoli al ragù di vitello.

lunedì 1 ottobre 2012

Risotto con i funghi

 
 
 
Buono, buono, buono!
 
Ingredienti (per 4 persone):
 
- 350 g di riso
- 25 g di funghi secchi
- 50 g di burro
- 50 g di formaggio grana grattugiato
- 1/2 cipolla
- 1/2 bicchiere di vino bianco secco
- 1 l e 1/2 di brodo vegetale
- pepe bianco
- erba cipollina
 
Preparazione:
 
Lavare i funghi secchi in acqua corrente, porli in una ciotola, coprirli a filo con acqua tiepida e lasciarveli per un'ora circa.
Sciogliere in un tegame 40 g di burro, farvi rosolare la cipolla affettata sottilmente e unirvi il riso.
Aggiungere 1/2 bicchiere di vino bianco secco e far evaporare.
Rigirare in continuazione aggiungendo un mestolo di brodo bollente per volta.
Verso metà cottura strizzare i funghi, conservandone l'acqua d'ammollo, e aggiungerli al riso continuando a rimestare fino a cottura ultimata.
Infine aggiungere l'acqua dei funghi, 10 g di burro, il grana grattugiato, pepe bianco appena macinato e spolverare con erba cipollina.


martedì 11 settembre 2012

Spaghetti alle vongole

 
 
Facile, ma buona, buona, buona!
 
 
Ingredienti (per 4 persone):
 
- 350 g di spaghetti
- 1,5 kg di vongole già spurgate
- 2 spicchi d'aglio
- 1 mazzetto di prezzemolo
- 4 cucchiai d'olio extravergine d'oliva
- la punta di un peperoncino
- sale
 
Preparazione:
 
Mettere le vongole in un tegame con 2 cucchiai d'olio, uno spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato e un poco di prezzemolo lavato e tritato. Coprire e far aprire le vongole a fuoco vivo, scuotendo ogni tanto il tegame.
Staccare i molluschi dalle valve, mettendo da parte alcune vongole intere. Eliminare i gusci rimasti chiusi e filtrare il liquido di cottura.
Far imbiondire l'altro spicchio d'aglio in un tegame con 2 cucchiai d'olio. Unire il peperoncino e le vongole sgusciate con il loro liquido di cottura. Far scaldare per alcuni minuti.
Cuocere gli spaghetti al dente, scolarli e aggiungerli al tegame con le vongole, mescolando sul fuoco.
Tasferire il tutto nei piatti, decorando con le vongole messe da parte in precedenza e il prezzemolo.
 


domenica 22 luglio 2012

Panzanella



Piatto toscano per eccellenza, che ho assaggiato per la prima volta alcuni anni fa all'isola d'Elba. Squisito!

Ingredienti (per quattro persone):

- 400 g di pane
- 350 g di tonno
- 10 acciughe
- 3 o 4 pomodori maturi grossi
- un mazzetto di cipollotti freschi
- 2 peperoni
- basilico
- aceto
- olio extravergine d'oliva
- sale

Preparazione:

Mettere a bagno per qualche minuto il pane con acqua, sale e aceto, facendolo inzuppare nel modo giusto.
Porre il pane bagnato e leggermente sbriciolato in una zuppiera, aggiungendo a mano a mano gli altri ingredienti, precedentemente tagliati a pezzi.
Unire il tonno e le acciughe ridotte a pezzetti.
Condire il tutto con olio, sale e peperoncino.

domenica 15 luglio 2012

Fettuccine estive



Ecco una fresca ricetta estiva suggeritami dalla "zia Lucia", l'abile cuoca che mi ha instillato con pazienza la passione per la cucina.

Ingredienti (per quattro persone):

- 280 g di fettuccine (come noterete dalla foto io ho utilizzato le linguine che avevo in casa... Lucia mi perdonerà...)
- 2 limoni non trattati
- 25-30 foglie di basilico
- olio extravergine d'oliva (ca. 50 g)
- pepe


Preparazione:

Grattugiare la scorza dei limoni e aggiungerla all'acqua di cottura della pasta.
Frullare le foglie di basilico unite al succo ottenuto dalla spremitura dei limoni e all'olio.
Far cuocere la pasta in abbondante acqua salata e condirla con l'emulsione.
Spolverare con pepe a piacere.

Rapida e buonissima!

domenica 8 luglio 2012

Linguine al profumo di mare





Semplicemente buonissima!!!

Ingredienti (per 4 persone):

- 280 g di linguine
- 200 g di seppioline e scampetti
- 2 manciate di pomodori datterino
- 4 cucchiai di olio extravergine
- 2 bicchieri scarsi di vino bianco secco
- 1 spicchio d'aglio
- 1 peperoncino
- prezzemolo a piacere
- sale e pepe

Preparazione:

Pulire bene il pesce e tagliarlo.
Porre in una padella olio, aglio e peperoncino e far rosolare.
Aggiungere il pesce.
Salare e pepare.
Bagnare con il vino bianco e lasciar asciugare finché non sará scomparso l'odore di alcool.
Unire a crudo le linguine e portarle al giusto grado di cottura, aggiungendo acqua bollente a mano a mano che viene assorbita.
Continuare a girare la pasta con un mestolo di legno fino a cottura ultimata.
Negli ultimi minuti di cottura della pasta aggiungere i pomodorini.
Servire il tutto con prezzemolo a piacere.

venerdì 15 giugno 2012

Tagliolini allo scorfano




Ne vado orgogliosa!

Ingredienti:

- 1 scorfano di ca. 600 g
- 1 spicchio d'aglio
- 1 cipolla
- prezzemolo
- basilico
- vino bianco secco
- polpa di pomodoro
- peperoncino
- 250 g di tagliolini
- sale e pepe


Preparazione:

Pulire con cura lo scorfano, privandolo delle viscere, delle squame e delle pinne laterali.
Tritare il basilico, il prezzemolo, la cipolla e l'aglio e farli appassire in un tegame con olio e peperoncino.
Versare un bicchiere di vino bianco e lasciar evaporare.
Aggiungere la polpa di pomodoro, regolando di sale e pepe.
Coprire la pentola e far cuocere il tutto per ca. 10 minuti a fuoco basso.
Porre nel sugo ottenuto lo scorfano intero e proseguire la cottura, sempre con coperchio, per altri 20 minuti.
Estrarre il pesce dal tegame e deliscarlo attentamente.
Nel frattempo cuocere i tagliolini in abbondante acqua salata.
Reimmettere la polpa dello scorfano nel sugo.
Una volta cotta, unire la pasta al sugo.
Spolverizzare il piatto con prezzemolo fresco tritato.


Anche per questa ricetta ringrazio l'Atelier dei Sapori di Milano.

venerdì 8 giugno 2012

Bukëzir


Ingredienti:

- 350-400 g di bietole pulite
- 2 fette di pane raffermo (100-130 g)
- 1 cipolla media
- 3 spicchi d'aglio
- 350 g di peperoni (2 peperoni)
- 6 pomodori freschi (400-450 g puliti)
- 1 dado vegetale
- 1 pizzico di peperoncino piccante
- parmigiano q.b.
- 10 cucchiai d'olio
- 3-4 bicchieri d'acqua


Preparazione:

Tagliare un paio di fette piuttosto spesse di pane raffermo e ridurle a cubotti (il pane più adatto è quello pugliese oppure quello di grano duro).
Lessare le bietole per 10 minuti ca. in poca acqua salata (3 bicchieri ca.).
Quando sono cotte ma ancora croccanti, aggiungere i cubotti di pane raffermo; non appena quest'ultimo si ammorbidisce (attenzione però che non si disfi) scolare bene il tutto, e tenerlo da parte.
Pulire i peperoni: togliere accuratamente i semi e le costolette bianche che si trovano all'interno, tagliarli a pezzetti non troppo piccoli, di 4 cm ca. di lato.
Soffriggere nell'olio la cipolla tagliata a fette sottili, l'aglio tritato, i peperoni puliti e tagliati a pezzetti e il peperoncino piccante.
Quando è tutto rosolato unirvi il pomodoro (se si usa quello fresco va pelato e tritato) e un dado vegetale.
Cuocere la bukëzir a fuoco moderato finché non si sia un po' ristretta e il pomodoro si sia addensato; se invece risultasse troppo asciutta aggiungere un altro bicchiere d'acqua calda, quindi unire le bietole con il pane precedentemente scolati.
Aggiustare di sale e di peperoncino, cospargere con del parmigiano e lasciare riposare prima di servire.


Ricetta tratta dal libro di Patricia Roaldi, Ricette (quasi) dimenticate, fotografie di Fulvio Pallavicini, Milano, Red Edizioni, 2009, pp. 14-15.

domenica 3 giugno 2012

Cuscus ai sapori dell'orto


Oggi ho deciso di fondere i sapori del Medio Oriente con quelli dell'orto di mio suocero Sante, rigoglioso frutto di passione, duro lavoro e dedizione.
Ne è risultato questo Cuscus ai sapori dell'orto.

Ecco gli ingredienti:

- 250 g di semola di grano duro (cuscus precotto)
- 2 carote
- 2 zucchine
- acqua
- olio extra vergine di oliva
- prezzemolo
- menta
- sale
- pepe
- peperoncino macinato

Preparazione:

Preparare il cuscus precotto seguendo le istruzioni riportate sulla confezione.
Versare tre cucchiai di olio extra vergine d'oliva in una padella e far rosolare le zucchine e le carote precedentemente tagliate a cubetti. Solo per pochi minuti: le verdure devono rimanere croccanti.
Aggiungere alle verdure un po' di pepe e di peperoncino macinato.
Unire il tutto al cuscus, cospargendolo con un trito di prezzemolo e foglie di menta.

Un piatto veloce, veloce, veloce, ma gustoso e salutare!

giovedì 31 maggio 2012

Risotto alla milanese di Carlo Emilio Gadda



Articolo tratto dalla rivista aziendale "Il gatto selvatico", ottobre 1959

L'approntamento di un buon risotto alla milanese domanda risotto di qualità, come il tipo Vialone, dal chicco grosso e relativamente più tozzo del chicco tipo Caterina, che ha forma allungata, quasi di fuso. Un riso non interamente "sbramato", cioè non interamente spogliato del pericarpo, incontra il favore degli intendenti piemontesi e lombardi, dei coltivatori diretti, per la loro privata cucina. Il chicco, a guardarlo bene, si palesa qua e là coperto dai residui sbrani d'una pellicola, il pericarpo, come da una lacera veste color noce o color cuoio, ma esilissima: cucinato a regola, dà luogo a risotti eccellenti, nutrienti, ricchi di quelle vitamine che rendono insigni i frumenti teneri, i semi, e le loro bucce velari. Il risotto alla paesana riesce da detti risi particolarmente squisito, ma anche il risotto alla milanese: un po' più scuro, è vero, dopo l'aurato battesimo dello zafferano.

Recipiente classico per la cottura del risotto alla milanese è la casseruola rotonda, ma anche ovale, di rame stagnato, con manico di ferro: la vecchia e pesante casseruola di cui da un certo momento in poi non si sono più avute notizie: prezioso arredo della vecchia, della vasta cucina: faceva parte come numero essenziale del "rame" o dei "rami" di cucina, se un vecchio poeta, il Bussano, non ha trascurato di noverarla nei suoi poetici "interni", ove i lucidi rami più d'una volta figurano sull'ammattonato, a captare e a rimandare un raggio del sole che, digerito il pranzo, decade. Rapitoci il vecchio rame, non rimane che aver fede nel sostituto: l'alluminio.

La casseruola, tenuta al fuoco pel manico o per una presa di feltro con la sinistra mano, riceva degli spicchi o dei minimi pezzi di cipolla tenera, e un quarto di ramaiolo di brodo, preferibilmente di manzo: e burro lodigiano di classe.

Burro, quantum prodest, udito il numero de' commensali. Al primo soffriggere di codesto modico apporto, butirroso-cipollino, per piccoli reiterati versamenti, sarà buttato il riso: a poco a poco, fino a raggiungere un totale di due tre pugni a persona, secondo l'appetito prevedibile degli attavolati: né il poco brodo vorrà dare inizio per sè solo a un processo di bollitura del riso: il mestolo (di legno, ora) ci avrà che fare tuttavia: gira e rigira. I chicchi dovranno pertanto rosolarsi e a momenti indurarsi contro il fondo stagnato, ardente, in codesta fase del rituale, mantenendo ognuno la propria "personalità": non impastarsi e neppure aggrumarsi.

Burro, quantum sufficit, non più, ve ne prego; non deve far bagna, o intingolo sozzo: deve untare ogni chicco, non annegarlo. Il riso ha da indurarsi, ho detto, sul fondo stagnato. Poi  a poco a poco si rigonfia, e cuoce, per l'aggiungervi a mano a mano del brodo, in che vorrete esser cauti, e solerti: aggiungete un po' per volta del brodo, a principiare da due mezze ramaiolate di quello attinto da una scodella "marginale", che avrete pronto. In essa sarà stato disciolto lo zafferano in polvere, vivace, incomparabile stimolante del gastrico, venutoci dai pistilli disseccati e poi debitamente macinati del fiore. Per otto persone due cucchiaini da caffè. Il brodo zafferanato dovrà aver attinto un color giallo mandarino: talché il risotto, a cottura perfetta, venti-ventidue minuti, abbia a risultare giallo-arancio: per gli stomaci timorati basterà un po' meno, due cucchiaini rasi, e non colmi: e ne verrà fuori un giallo canarino. Quel che più importa è adibire al rito un animo timorato degli dei e reverente del reverendo Esculapio o per dir meglio Asclepio, e immettere nel sacro "risotto alla milanese" ingredienti di prima qualità: il suddetto Vialone con la suddetta veste lacera, il suddetto Lodi (Laus Pompeia), le suddette cipolline; per il brodo, un lesso di manzo con carote-sedani, venuti tutti e tre dalla pianura padana, non un toro pensionato, di animo e di corna balcaniche: per lo zafferano consiglio Carlo Erba Milano in boccette sigillate: si tratterà di dieci dodici, al massimo quindici, lire a persona: mezza sigaretta. Non ingannare gli dei, non obliare Asclepio, non tradire i familiari, né gli ospiti che Giove Xenio protegge, per contendere alla Carlo Erba il suo ragionevole guadambio. No! Per il burro, in mancanza di Lodi potranno sovvenire Melegnano, Casalbuttano, Soresina, Melzo, Casalpusterlengo, tutta la bassa milanese al disotto della zona delle risorgive, dal Ticino all'Adda e insino a Crema e Cremona. Alla margarina dico no! E al burro che ha il sapore delle saponette: no!

Tra le aggiunte pensabili, anzi consigliate o richieste dagli iperintendenti e ipertecnici, figurano le midolle di osso (di bue) previamente accantonate e delicatamente serbate a tanto impiego in altra marginale scodella. Si sogliono deporre sul riso dopo metà cottura all'incirca: una almeno per ogni commensale: e verranno rimestate e travolte dal mestolo (di legno, ora) con cui si adempia all'ultimo ufficio risottiero. Le midolle conferiscono al risotto, non più che il misuratissimo burro, una sobria untuosità: e assecondano, pare, la funzione ematopoietica delle nostre proprie midolle. Due o più cucchiai di vin rosso e corposo (Piemonte) non discendono da prescrizione obbligativa, ma, chi gli piace, conferiranno alla vivanda quel gusto aromatico che ne accelera e ne favorisce la digestione.

Il risotto alla milanese non deve essere scotto, ohibò, no! solo un po' più che al dente sul piatto: il chicco intriso ed enfiato de' suddetti succhi, ma chicco individuo, non appiccicato ai compagni, non ammollato in una melma, in una bagna che riuscirebbe schifenza. Del parmigiano grattuggiato è appena ammesso, dai buoni risottai; è una banalizzazione della sobrietà e dell'eleganza milanesi. Alle prime acquate di settembre, funghi freschi nella casseruola; o, dopo S. Martino, scaglie asciutte di tartufo dallo speciale arnese affetto-trifole potranno decedere sul piatto, cioè sul risotto servito, a opera di premuroso tavolante, debitamente remunerato a cose fatte, a festa consunta. Né la soluzione funghi, né la soluzione tartufo, arrivano a pervertire il profondo, il vitale, nobile significato del risotto alla milanese.

lunedì 28 maggio 2012

Chitarrine all'uovo con porri e guanciale


In occasione della quarta edizione della Milano Food Week io e Lucia, come testimoniato dal video che ho postato, abbiamo partecipato alla nuova iniziativa "Public Kitchen": mentre io intrattenevo il pubblico in piazza San Babila, Lucia si dilettava ai fornelli cucinando le Chitarrine all'uovo con porri e guanciale, gustosa ricetta di facile esecuzione.

Ecco gli ingredienti:

- chitarrine all'uovo
- porri
- olio
- un piccolo peperoncino
- mezzo bicchiere di vino bianco o un bicchierino di cognac
- guanciale
- rosmarino
- pecorino

Preparazione:

Rosolare il porro, precedentemente affettato, nell'olio, aggiungendo un piccolo peperoncino.
Per portare il porro a una cottura completa, versare nella padella mezzo bicchiere di vino bianco (o, in alternativa, un bicchierino di cognac) e farlo evaporare.
Unire al condimento il guanciale tagliato a fettine e lasciar rosolare a lungo.
Nel frattempo, cuocere le chitarrine in abbondante acqua salata.
Una volta cotte, unirle al sugo, amalgamando il tutto con un po' di acqua di cottura. Unire il rosmarino, mantecando con una spruzzata di pecorino.

Questa l'ottima ricetta proposta da Lucia. Siccome però mio marito non ama il guanciale, io l'ho sostituito con la bresaola (vedere la foto) e il risultato è stato comunque più che soddisfacente.